I misteri di campobasso

mistero di Abramo

Mistero di Abramo

Misero di San Michele

Mistero di San Michele

misteri misteri misteri misteri
misteri
misteri misteri misteri misteri misteri
         
 title_misteri.gif (986 byte)

A Campobasso sono conosciuti col nome di "MISTERI" che un tempo si allestivano e si disfacevano anno per anno, variando di forme e di costumi, con il patrocinio di congregazioni religiose laiche che sostenevano le spese di allestimento. Il giorno dell’uscita dei misteri coincideva con il Corpus Domini la maggiore festa della cristianità istituita da papa Urbano IV nel 1264.

Le rappresentazioni avvenivano su palchi fissi o mobili con scenografie elementari, i copioni erano in linguaggio popolare e gli argomenti rispettavano la vita e la fantasia delle platee di fedeli a cui si rivolgevano.

A Campobasso come descrive Michelangelo Ziccardi e Luigi Alberto Trotta non troviamo immagini dialogate ma "QUADRI VIVENTI" muti che rappresentavano i momenti di vita della chiesa, in posizioni statiche e senza dialoghi. Una sorta di CULTURA DELLA VISIONE dove l’immagine diventa rappresentazione del vero, attimo di cronaca, ma soprattutto comunicazione biunivoca tra quadro vivente ed osservatore.

La parola non serve per comunicare l’avvenimento, basta la staticità del personaggio a comunicare al fruitore i sentimenti e il "pathos" dell’avvenimento e a sua volta l’osservatore comunica la sua emotività, il suo "attimo fuggente" ai personaggi che fanno parte del quadro vivente creando un dialogo fatto di gesti e di sguardi.

imisteri

In quelle forme di rappresentazioni possiamo trovare addirittura forme di teatro greco o romano e nel 400 addirittura si cerca di canonizzare le rappresentazioni dei Misteri creando regole per non cadere nel goffo e nel profano.

A Firenze addirittura ci si rivolgeva a Filippo Brunelleschi impegnato nel progetto della cupola, per studiare qualche artifizio. Brunelleschi creò la prima macchina processionale, una sorta di albero sui cui "rami" si appendevano le comparse e gli attori che su quell’"ingegno" fatto di legno e ferro si muovevano in una sorta di ballo.

Era come passare dalle immagini statiche di un diaproiettore ad una immagine dinamica di videotape. Angeli, madonne, diavoli acquistavano vita in quel movimento ritmico fatto di passi dei portatori.

In questo clima prendono vita le processioni e con esse le rappresentazioni sacre che rimangono il modo più immediato di partecipazione popolare.

Nello stesso tempo si sviluppano anche le prime fiere, i primi mercati che in concomitanza delle rappresentazioni sacre, vedono arrivare nei luoghi interessati maree di fedeli che al momento religioso, uniscono il momento commerciale ed economico. Quindi scambi di merce e di culture diverse sugli scenari naturali delle processioni.

Non è da sottovalutare dunque il momento socio-culturale della processione che vede fianco a fianco popoli e persone con usi e costumi diversi accumunati dal sentimento religioso del Cristianesimo, che fruiscono di spazi e di percorsi urbani del tessuto urbanistico.

La trasformazione di quadri viventi in quadri stabili non indecorosi o goffi, lontani da forme di irreligiosità, si verifica a Campobasso nel 1740, data in cui la borghesia locale suggella la sua ascesa con l’affrancamento dal servaggio feudale.

Non solo dunque corsa al potere ma anche affermazione di moralità. A differenza di altre cittadine, a Campobasso i gruppi sono ventitre formati da persone e non da statue.

In origine i Misteri erano ventiquattro conservati nelle tre chiese che provvedevano alla organizzazione della processione del Corpus Domini. Sei di essi non ressero alla prova che il Di Zinno autore degli stessi, fece con i modelli di cera da lui creati prima di poggiarci le persone.

Paolo Saverio Di Zinno, campobassano vissuto tra il 1718 e il 1781 di origine contadine, studiò a Napoli a spese dei suoi fratelli presso la bottega di Gennaro Franzese. Di Zinno tornato a Campobasso iniziò la sua carriera di scultore come testimoniano numerose sculture che ancora si trovano in numerose chiese del territorio molisano. E persino in Dalmazia Di Zinno eredita da Napoli l’impronta della scultura delle linee esatte ed equilibrate e vi inserisce il suo gusto personale. Sua passione e spontaneità derivante dai luoghi del suo Molise che lo conducono ad alleggerire le masse e muovere le sue figure accentuandone la spiritualità e la vita in un mero pittoricismo plastico.


         
misteri misteri misteri misteri misteri
misteri
misteri misteri misteri misteri misteri
 


| Il Percorso della Processione

 
Home | Le Origini | Gli ingegni | La Processione | Le Fotografie | Tuoi Commenti | Riconoscimenti | | Credits | Note legali

Copyright © 1998-2011 Web Domus Italia -Tutti i diritti sono riservati